Il SAPPE ha ragione: polizia penitenziaria sotto organico.

jason-briscoe-147244Ricordo di un anno fa: articolo intitolato “Se il carcere fosse un’azienda privata, sarebbe già chiuso da un pezzo”.

Mi stupisce che sia passato solo un anno, ma rileggerlo mi ha dato la misura di quanto fossi arrivata stanca e disgustata al 18 Luglio del 2016!

Si capisce, leggendolo, l’impeto col quale scrissi quell’articolo. Traspare chiara la rabbia e la frustrazione, per i due anni che si erano appena conclusi, durante i quali abbiamo dovuto subire continui trasferimenti, denunce e violenze (in pratica le ha subite Rachid, ma ormai parlo di lui, declinandolo al noi…).

Ad un anno di distanza e con una rabbia più lucida, mi riconosco in ogni singola parola: il carcere non funziona. Se fosse un’azienda privata, avrebbero già fallito da un pezzo.

Ma è statale e potrà fallire solo se l’Italia intera fallisse (e ci siamo andati vicini).

L’unica cosa in cui non mi riconosco più, perché l’ho capita da poco, è il fatto che la polizia penitenziare è EFFETTIVAMENTE SOTTO ORGANICO.

Nell’articolo facevo riferimento al rapporto esistente tra genti e detenuti, che è di 1 a 1, quindi non capivo con quale coraggio i sindacati ripetessero il mantra del “siamo troppo pochi!”. Me lo spiegavo solo con la loro familiarità a dire menzogne.

Ma in quest’anno, dopo Bollate, dove anche la violenza si fa raffinata, ho capito che il rapporto a cui facevo riferimento esiste, ma solo sulla carta.

Se tutti gli agenti si presentassero puntualmente al lavoro, ci sarebbero un agente per 1.25 detenuti.

Ma purtroppo non è così.

Ah! Dimenticavo…non vi ho detto l’ultimo fatto avvenuto a Bollate: Rachid viene portato in magazzino per prendere i suoi vestiti e portarli all’isolamento. In un luogo dove non ci sono telecamere. Rachid dice di essere stato aggredito dagli agenti che lo accompagnavano. Uno degli agenti dice invece che Rachid lo avrebbe colpito con la sua stampella, rompendogli un piede. 30 giorni di malattia, dal 26 Maggio, al 26 Giugno…